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Analisi Strumentale

rumore

Il D. Lgs. n. 81/2008, Titolo VIII, capo II prescrive specifiche metodiche di individuazione e valutazione dei rischi associati all'esposizione a rumore.

Il Datore di lavoro ha l’obbligo di procedere alla valutazione dell’esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro e nel caso si ritenga che possano essere superati i valori inferiori di azione (80 dB(A)) deve provvedere a misurare i livelli di rumore e riportare i risultati all’interno del documento di valutazione dei rischi.

vibrazioni

Il D.Lgs.81/2008 Titolo VIII capo III sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche, prescrive specifiche metodiche di individuazione e valutazione dei rischi associati all’esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio (HAV) e del corpo intero (WBV) e specifiche misure di tutela, che vanno inserite nel documento di valutazione dei rischi prescritto dal D.Lgs. 81/2008

campi elettromagnetici

Tutte le organizzazioni pubbliche e private che si trovano ad operare in presenza di sorgenti di campo elettromagnetico sono tenute al rispetto della normativa suddetta attraverso valutazione del rischio e a non superare i valori limite stabiliti dalla legge. Sono, infatti, immediatamente vigenti le disposizioni generali sulla protezione dagli agenti fisici contenute nel Capo I del Titolo VIII del testo unico, come chiarito già dal Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome.

emissioni in atmosfera

La gestione delle emissioni in atmosfera è un aspetto di fondamentale importanza per la tutela della salute umana, pertanto tutte le aziende che producono emissioni in atmosfera devono essere autorizzate e monitorate in modo costante.Il D.lgs. 81/08 (capo I titolo IX) regolamenta la materia delle sostanze pericolose negli ambienti di lavoro, obbligando le attività produttive in genere ad effettuare una serie di adempimenti per controllare e limitare il rischio di esposizione ad agenti chimici per il lavoratore.

scarichi reflui

Art. 101, c. 3: “tutti gli scarichi ad eccezione di quelli domestici e di quelli assimilati ai sensi del comma 7, lett. e) devono essere resi accessibili per il campionamento da parte dell’autorità competente per il controllo nel punto assunto a riferimento per il campionamento, che, salvo quanto previsto dall’art. 108, comma 4, va effettuato immediatamente a monte della immissione nel recapito in tutti gli impluvi naturali, le acque superficiali e sotterranee, interne e marine, le fognature, sul suolo e nel sottosuolo”.

inquinamento indoor

In Italia, il Ministero dell'Ambiente nel 1991 definisce l'inquinamento indoor come la presenza nell'aria di ambienti confinati, di inquinanti chimici, fisici o biologici non presenti, naturalmente, nell'aria esterna. Nella pressoché totalità dei casi, nella media giornaliera, l'ambiente interno è sempre più inquinato dell'esterno, prelevando aria, eventualmente già contaminata, da quest'ultimo e sommando a questa ulteriori elementi.

Questo tipo d'inquinamento può essere provocato da attività personali, dalle attività professionali dei lavoratori, da ventilazione inadeguata, da materiali per la costruzione, dagli arredi e da metodi particolari di pulizia e dai prodotti impiegati.

I soggetti più sensibili agli effetti sulla salute dovuti all'esposizione degli inquinanti indoor, quindi esposti ad un maggiore rischio, sono gli anziani, i bambini, gli asmatici e le persone che soffrono di malattie cardiache e polmonari.

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